Benefici degli alberi:


Producono Ossigeno e assorbono Anidride Carbonica: la chioma di un piccolo albero produce la quantità di O2 di cui un uomo ha bisogno ogni giorno; una pianta di 23-30 cm di diametro assorbe circa 30 kg di CO2 all’anno, rilasciando una quantità di ossigeno equivalente a quella necessaria per la vita di 10 persone.

Favoriscono il risparmio energetico: abbassano infatti le temperature perché riducono drasticamente la riflessione del calore e la sua re-irradiazione ombreggiando gli edifici e le pavimentazioni. Si stima infatti che un singolo albero sia paragonabile a 10 climatizzatori in funzione per oltre 20 ore al giorno. Inoltre, la presenza di un albero piantato sul lato ovest della vostra casa, si traduce in un risparmio energetico del 3% in cinque anni, e di circa il 12% in quindici.

Depurano l’aria: le foglie intercettano il particolato e filtrano i principali agenti inquinanti,la presenza anche solo di un unico albero, si traduce in una diminuzione del 9-13% del tasso di inquinamento, grazie ad una netto calo della quantità di polvere sul terreno rispetto alle zone aperte.

Riducono il rumore: le chiome proteggono dai forti venti e dai rumori. E’ stato studiato che una barriera fitta di piante a foglie coriacee (ad esempio una magnolia grandiflora) con spessore di 60 metri (intendiamo la chioma) può garantire una riduzione del rumore dai 5 ai 10 db!

Abbelliscono il paesaggio e aumentano il valore degli immobili e abbelliscono i quartieri: il valore delle case con giardino è superiore a quello di case che non ne hanno (del 18-25%). Inoltre, le forme, i colori, i fiori e le cortecce ravvivano e rallegrano gli spazi urbani.

Controllano l’erosione: riducono la quantità di inquinanti che vengono convogliati nelle acque di ricezione. Le loro radici consolidano le sponde dei fiumi e dei ruscelli dall’ erosione dell’acqua e prevengono dissesti idrogeologi;

Fanno stare meglio le persone: in un contesto che favorisce la riscoperta e del mondo naturale (si pensi ai parchi pubblici) si moltiplicano le occasioni di svago, incontro, sport, contatto con la natura.

Aumentano la biodiversità: offrono riparo e alimenti necessari agli animali.



Il capitozzo


La capitozzatura è la più dannosa tecnica di potatura degli alberi, eppure, nonostante più di 30 anni di letteratura e di seminari per spiegare i suoi effetti nocivi, la capitozzatura rimane una pratica comune.

Si tratta del taglio indiscriminato del fusto, delle branche primarie o di grossi rami.
Il motivo più comune per cui si pratica la capitozzatura è la riduzione delle dimensioni di un albero; molte persone hanno paura che gli alberi troppo alti possano costituire un pericolo. La capitozzatura, tuttavia, non è un metodo adeguato di riduzione delle dimensioni della chioma e non riduce il pericolo, né di ribaltamento né di cedimenti. In realtà, la capitozzatura rende più pericoloso l’albero, nel lungo termine.

La capitozzatura indebolisce gli alberi

Description: Succhioni su capitozzatura

La capitozzatura può rimuovere fino al 100% delle foglie dell’albero. Le foglie sono gli organi con cui l’albero produce il proprio nutrimento; rimuovendole l’albero rimane senza l’energia necessaria ad alimentare tutte le sue parti. La perdita di così tante foglie attiva un meccanismo di sopravvivenza che consiste nella produzione di rami di lunghezza maggiore ma più esili, così che l’albero possa recuperare, il più velocemente possibile, il suo volume fogliare. Questi rami hanno origine dalle gemme latenti che l’albero produce lungo il fusto e le branche e dalle gemme avventizie che si formano a livello dei grossi tagli. Tale meccanismo di sopravvivenza richiede un grande impiego di energia che l’albero preleva dalle sue riserve. Se l’albero non possiede una riserva di energia sufficiente, il rischio che muoia è molto alto. Un albero capitozzato è più vulnerabile agli insetti e alle malattie. Alcuni insetti sono effettivamente attratti dalle sostanze chimiche rilasciate dai tessuti interni esposti.

La capitozzatura causa il decadimento dell’albero

Description: Moncone in degradamento

Un moncone è un varco per agenti di carie del legno

Description: Taglio corretto e successiva chiusura della ferita

Un taglio corretto permette la chiusura della ferita

I tagli della capitozzatura consentono un facile accesso alle parti interne dell’albero ai funghi agenti di carie del legno (alburno e durame) causandone il degradamento, provocando cavità e rendendo meno robusta la struttura. L’asportazione di una così grande quantità di foglie produce una grande quantità di radici morenti che minano l’ancoraggio dell’albero e causano una perdita di apporto di sali ed acqua. Un albero capitozzato ha un’aspettativa di vita molto inferiore rispetto ad un albero potato correttamente.

La capitozzatura può causare scottature per eccessiva esposizione alla radiazione solare

L’improvvisa esposizione di branche e fusto ai raggi solari, a causa della rimozione di grosse porzioni di chioma, può provocare la scottatura dei tessuti appena al di sotto della corteccia. Queste scottature possono, a loro volta, provocare cancri, distaccamento della corteccia e perfino la morte della branca.

La capitozzatura crea pericoli

Description: Carie su capitozzatura

I rami prodotti dalle gemme latenti ed avventizie al di sotto e a livello dei tagli della capitozzatura, nonché lungo le branche rimanenti ed il fusto, sono molto lunghi e con attaccature deboli. Normalmente un ramo secondario cresce, di anno in anno, con il ramo principale, così che esso viene a trovarsi inserito nel ramo principale fin nella parte centrale di questo. I rami generati a seguito di un taglio di capitozzatura, invece, sono inseriti superficialmente al ramo. Questi rami hanno un’inserzione debole e possono facilmente spezzarsi.

La capitozzatura rende gli alberi brutti

La naturale ramificazione di un albero è una meraviglia biologica. La capitozzatura distrugge irrimediabilmente la forma naturale di un albero lasciando, al posto di ramificazioni proporzionate e armoniose, orribili monconi. Senza foglie (fino a 6 mesi l’anno in climi temperati), un albero capitozzato appare sfigurato e mutilato; nel periodo vegetativo è una palla di fogliame, densa e senza grazia. Un albero capitozzato non potrà mai più tornare alla sua forma naturale.

 

Description: Sviluppo dell'albero dopo la capitozzatura

La capitozzatura è costosa

Il costo della capitozzatura non si limita all’intervento in sé. Se l’albero sopravvive, richiederà entro pochissimi anni di essere nuovamente potato. La possibilità che vento e neve provochino la rottura di rami più o meno grossi è maggiore e sarà quindi necessario intervenire per rimuoverli. Se l’albero muore, dovrà essere rimosso.
La capitozzatura implica una serie di costi di manutenzione decisamente maggiori rispetto ai costi di una corretta potatura. Uno dei costi è la riduzione del valore della proprietà. Un albero sano e ben tenuto può incrementare fino al 20 per cento il valore della proprietà. Sfigurato e mutilato l’albero è considerato solo come una spesa.



Difetti strutturali


Biforcazione con corteccia inclusa : è la divisione di una branca principale in due rami secondari, che crescendo troppo paralleli danno alla forcella la forma di “V”. Ognuno dei due rami non avendo spazio per crescere se non spingendo contro l’altro va a creare una biforcazione con dentro la corteccia. Non saldandosi, essa risulta un difetto importante, nonché pericoloso nel momento di forti sollecitazioni (vento e neve). Le cause sono rotture naturali o più frequentemente capitozzi da cui (normalemente) si sviluppano gli “scopazzi”

Radici strozzanti: Sono radici di grosso diametro che crescono avvolgendo la base dell’albero(colletto). Generalmente sono causate dallo spiralamento delle radici in vaso, dunque da una cattiva gestione vivaistica o da una pessima qualità del terreno al tempo della piantagione. Sono un difetto in quanto creano impedimento ad una regolare crescita del fusto minando la stabilità della pianta.

Rigonfiamenti e Depressioni: Sono una reazione del legno alla presenza di cavità o forti sollecitazioni. Si consiglia VTA o indagini strumentali.

Costolature: Sono sintomo di disequilibri causati da cavità, fessurazioni o crescita anomala di una parte di chioma. Conviene alleggerire la chioma.

Fenditure: “Crepe” causate da gelate, fulmini o rotture.

Cavità: Mancanza di legno nella struttura arborea, dovuta al degrado causato dai funghi. Secondo l’estensione e la difesa della pianta, essa può rischiare lo schianto. Consigliamo VTA o indagini strumentali.

Codominanza: Presenza di più rami (in competizione tra loro) che crescono nella medesima posizione sulla stessa branca. Implica l’eccessiva sollecitazione in un unico punto, di stress meccanici dovuti ad agenti esterni (vento e neve) che potrebbero causare rotture. Si può risolvere con potature o consolidamenti.



Luoghi comuni e cattive pratiche


L’albero in città è solo un costo?

No, gli alberi assolvono molte funzioni che garantiscono la salute ed il benestare agli uomini e agli animali, specialmente in ambiti urbani. Sicuramente è un costo importante, fintanto che le amministrazioni pubbliche, continuano a scegliere le aziende per il costo e non per la qualità del servizio.

Il taglio “pesante” della chioma rinvigorisce la pianta?

No, crea solo stress meccanici e biologici, la rapida crescita successiva è solo sintomo di “emergenza energetica”.

Mi può “tagliare” l’albero come sono “tagliati” gli alberi del verde pubblico?

No. Gli alberi pubblici e il “verde” in generale; dei parchi e delle strade, sono gestiti con preventivi al massimo ribasso; lavora chi costa meno e non chi lavora meglio. Ciò implica che i lavori devono essere svolti dall’azienda con il minor costo possibile, ovvero: scarso uso dei DPI, scarsa sicurezza sul lavoro, insufficiente competenza degli operatori, dei dirigenti aziendali e degli amministratori pubblici. Un servizio che vale poco, è come un oggetto che vale poco, va sostituito o eseguito nuovamente; dunque sul lungo periodo costa di più.

L’albero è troppo grosso e mi da fastidio; me lo stringe?

L’albero sicuramente non la disturba, quando assorbe sostanze inquinanti nell’aria e le restituisce ossigeno che respira. Possiamo contenerlo e diradarlo, ma non dimenticare che ci serve sano e vitale. Piuttosto lo si abbatte e si sceglie una pianta più adatta alla posizione.

Posso risparmiare per la potatura di un albero?

No, un professionista preparato vuole essere pagato senza “andare sottocosto”; eventuali danni di incompetenti, sono spesso irrecuperabili. Meglio non potare.

Mi può “abbassare l’albero perché non è sicuro”?

No, un albero alto è sicuro quanto un albero basso purché sia in salute e senza difetti strutturali. “Abbassarlo”; al contrario, lo rende pericoloso.

Il mio albero si muove troppo quando c’è vento?

L’albero dissipa le forze esterne con il movimento, un albero che si flette è un albero sano.

Posso tagliare un albero da solo?

Si; ma rispettando le buone pratiche dell’arboricoltura, per il bene comune; e con i giusti metodi e i giusti materiali, per la tua salute.

Posso coprire la base della pianta con della terra (vedi cantieri edili)?

No, il colletto è una zona molto sensibile; mai accumulare macerie, oggetti o coprire con terra per non recare marcescenze e morte.

E’ un bene rimuovere le foglie cadute, da sotto gli alberi?

No, in quanto la decomposizione delle foglie diventa Humus, ovvero nutrimento per la pianta. Migliorano la struttura del terreno rendendolo permeabile. I terreni a cui vengono rimosse le foglie sono “compattati”, la durezza superficiale del suolo è sintomo di ambiente inospitale.

L’albero sopporta i colpi perché è molto spesso?

No, il punto più vitale di un tronco è proprio la parte superficiale sotto la corteccia, dove scorre la linfa. Lo scortecciamento è un grosso danno.



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